I social networks allontanano i ragazzi dalla lettura

Secondo un recente rapporto del Censis , l’uso continuo dei social networks allontenerebbe i ragazzi dalla lettura . Periodicamente vengono lanciati accorati appelli perchè i n Italia non si legge abbastanza e di conseguenza si vendono sempre meno libri . E’ una preoccupazione giustificata, soprattutto quando proviene dagli addetti ai lavori che adesso però hanno un nuovo nemico, cioè Facebook , Twitter , e tutti quegli strumenti di comunicazione e chat che costringerebbero i più giovani a passare ore davanti a un PC, togliendo così il tempo alla lettura . La top 5 delle chat e social networks più utilizzati nel nostro paese è capitanata da Facebook (61,6%) seguito da YouTube (60,9%), poi Messenger (50,5%), Skype (37,6%) e fanalino di coda MySpace con appena il 31,8% di utenti attivi. Questi strumenti sono amatissimi soprattutto dai più giovani, che pur di rimanere connessi, sacrificherebbero altre attività “collaterali”, prima di tutte la lettura . Tra i libri, naturalmente, i primi a farne le spese sono soprattutto i classici della letteratura . Se i romanzi più recenti, magari quelli rivolti proprio ad un pubblico di giovanissimi come ad esempio Amore 14 di Federico Moccia , possono trarre vantaggio dal “passaparola” su Facebook, lo stesso non si può dire per i classici. Diceva Italo Calvino che «non si leggono i classici per dovere o per rispetto, ma solo per amore», tuttavia questi libri sono visti sempre di più come “contenitori di cose serie”, e diventano ogni giorno meno attraenti agli occhi dei ragazzi, più interessati alle letture di intrattenimento , o ai film tratti da romanzi famosi . Eppure potenzialmente si può fare tutto, leggere, incontrare gli amici, e naturalmente taggarsi su Facebook .
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